18 dicembre 2017

Giorno della Memoria 2018: Il Processo

Roma, 18 dicembre 2017 – In questo momento di derive autoritarie e manifestazioni di antisemitismo in tutto il mondo, riflettere su ciò che dittatura e pregiudizio razziale produssero nella nostra storia recente è non solo un dovere etico, ma è un importante stimolo a comprendere i pericoli insiti nelle manifestazioni di odio sottovalutate e di ogni segnale di allarme.

Sono passati ottant’anni da quando il parlamento e il governo di Mussolini emanarono, e il Re Vittorio Emanuele III, controfirmandole, promulgò le “Leggi per la difesa della razza”, che discriminavano una parte della popolazione italiana. Venivano così annullati i diritti di uguaglianza che un altro Savoia, Carlo Alberto, aveva garantito a tutti gli italiani nel 1848.

In occasione del Giorno della Memoria, uno straordinario evento - in forma di dibattimento processuale - si propone di esaminare le responsabilità di quanti si resero protagonisti di una delle pagine più infami della nostra storia recente.

“L’Italia, che deve ancora fare un profondo esame del proprio passato e non ha mai celebrato processi contro i propri governanti che si sono macchiati di crimini contro l’umanità, rischia di non poter fermare i nuovi movimenti di odio che ai quei falsi valori e simboli si ispirano nei loro moti” spiega Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, che ha voluto l’evento e lo ha seguito nella fase ideativa. “Il Processo quindi lo facciamo noi, evidenziando la filiera delle responsabilità che dal Re e dal regime risalgono alle istituzioni, all’accademia, alla stampa, all’industria, alla chiesa, alla popolazione civile che, quando non si rese complice, accettò senza reagire che una comunità di cittadini italiani, presenti da duemila anni nel Paese, perdesse ogni diritto e libertà. Diritto di lavorare, studiare, avere una vita sociale, contribuire alla scienza, alla cultura, alla politica. Vogliamo sfatare la leggenda che le leggi razziali furono un provvedimento all’acqua di rose”.

A questo invito hanno aderito le più alte cariche istituzionali italiane: da Pietro Grasso, Presidente del Senato a Laura Boldrini, Presidente della Camera; Andrea Orlando, Ministro della Giustizia, Valeria Fedeli, Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca; Marco Minniti, Ministro degli Interni; Maria Elena Boschi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri; Marta Cartabia, Vice Presidente della Corte Costituzionale; Giovanni Legnini, Vice Presidente del CSM; Giovanni Canzio, Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione; Pasquale Ciccolo, Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione; Andrea Mascherin, Presidente del Consiglio Nazionale Forense.

“Il Processo”, che avrà luogo il 18 gennaio 2018 all’Auditorium Parco della Musica di Roma con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è promosso dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e organizzato da BrainCircle Italia e MusaDoc, con il supporto dell’Università Ebraica di Gerusalemme e del CIDIM - Comitato Nazionale Italiano Musica, in collaborazione con la Fondazione Musica per Roma e Rai Cultura.

Un evento curato per la parte processuale da Elisa Greco, autrice del format Processi alla Storia, su un progetto teatrale di Viviana Kasam e Marilena Francese, che da 5 anni curano per l’UCEI l’evento istituzionale per il Giorno della Memoria, e sarà ripreso da Rai5 e trasmesso da Rai Storia in prima serata alle ore 21.15 del 27 gennaio 2018, in occasione del Giorno della Memoria, all’interno di un documentario realizzato da Bruna Bertani.

Il Processo sarà introdotto dalle note della violinista Francesca Dego che, accompagnata al pianoforte da Francesca Leonardi e in collaborazione con il CIDIM, presenterà in prima mondiale assoluta la “Ballata” di Mario Castelnuovo-Tedesco, grande compositore amato da Toscanini e Heifetz e costretto ad emigrare negli Stati Uniti a causa delle leggi razziali, di cui ricorre quest’anno il cinquantesimo anniversario della morte. Sarà presente in sala la famiglia del compositore, giunta appositamente dagli Stati Uniti.

IL PROCESSO

Un vero e proprio dibattimento processuale sotto forma di spettacolo, con colpi di scena, testimonianze del dolore di quegli anni ed un finale tutt’altro che scontato: il Processo può avere inizio.

Sul banco degli imputati Umberto Ambrosoli si “autodifende” interpretando Re Vittorio Emanuele III che firmò i decreti, promulgando così le leggi razziali; il Pubblico Ministero è Marco De Paolis, Procuratore militare di Roma; Giorgio Sacerdoti, Presidente del CDEC, il Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, è l’avvocato di Parte Civile; la Corte è composta da Paola Severino, ex Ministro della Giustizia, nel ruolo di Presidente, Rosario Spina consigliere del CSM e Giuseppe Ayala, magistrato, e Pubblico Ministero nei processi contro la mafia.

Tra l’esposizione dei capi d’accusa, le arringhe e l’autodifesa del Re, non possono mancare le dolorose ed emozionati testimonianze della parte lesa, vale a dire di coloro che furono colpiti dall’abominio delle leggi razziali. Tra queste: Piera Levi Montalcini nelle cui parole rivivono la sofferenza della zia, il premio Nobel Rita Levi Montalcini, e lo smacco per la ricerca scientifica italiana dovuto alla fuga di menti eccelse, tra cui Enrico Fermi, la cui moglie era ebrea, Giuseppe Levi, maestro di tre premi Nobel, Dulbecco, Luria e la stessa Levi Montalcini, l’economista Franco Modigliani, il matematico Tullio Levi Civita. Federico Carli racconta la storia di suo nonno, Guido Carli, che rifiutò di pubblicare la propria tesi di laurea per rispetto del suo professore ebreo, e dovete così rinunciare ad una promettente carriera universitaria. L’economista Enrico Giovannini spiega la ricaduta economica delle leggi razziali nel nostro Paese.

Infine, prima della requisitoria conclusiva e del giudizio della Corte, il direttore de La Stampa Maurizio Molinari ricorda come tali provvedimenti furono una ferita per tutta l’Italia, non solo per gli oppressi ma anche per gli oppressori; Italia offesa e Italia colpevole, che ha scelto nel dopoguerra di voltare pagina e dotarsi della costituzione repubblicana, ma che non ha mai saputo analizzare la propria coscienza collettiva, limitandosi spesso a celebrare avvenimenti storici più per senso del dovere che per convinzione.

Il Processo diventa quindi un processo all’Italia e alla sua società civile che, discriminando un gruppo di propri cittadini, gli italiani di religione ebraica, arrivò a emarginarli, opprimerli, dichiararli nemici della Patria, e rendere ancor più semplice la deportazione verso i campi di concentramento e di sterminio negli anni che seguirono.

 

Il Comitato Istituzionale Scientifico

Il Processo ha ricevuto il sostegno delle più alte rappresentanze Istituzionali del Paese. Insieme al Presidente dell’UCEI Noemi Di Segni, fanno parte del Comitato Scientifico istituzionale Pietro Grasso, Presidente del Senato; Laura Boldrini, Presidente della Camera; Andrea Orlando, Ministro della Giustizia, Valeria Fedeli, Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca; Marco Minniti, Ministro degli Interni; Maria Elena Boschi, Sottosegretario alla Presidenza Consiglio dei Ministri; Marta Cartabia, Vice Presidente della Corte Costituzionale; Giovanni Legnini, Vice Presidente del CSM; Giovanni Canzio, Primo Presidente Corte Suprema di Cassazione; Pasquale Ciccolo, Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione; Andrea Mascherin, Presidente Consiglio Nazionale Forense.

Fondamentale per la ricostruzione storica e legale dell’evento con il supporto degli esperti che hanno contribuito alla preparazione del progetto, coordinati da Elisa Greco: Marco De Paolis, Procuratore militare di Roma, Valerio Di Porto, Consigliere parlamentare; Gadi Luzzatto Voghera, Storico e Direttore del CDEC; Davide Jona Falco, Avvocato; Saverio Gentile, Storico del diritto; Fabio Levi, Storico; Paolo Mieli, Storico; Guido Neppi Modona, Magistrato; Michele Sarfatti, Storico e Giuseppe Scandurra, Procuratore Generale Militare della Repubblica Emerito presso la Corte Suprema di Cassazione.

 

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Giovedì 18 gennaio 2018, Auditorium Parco della Musica, ore 20.30 – Ingresso gratuito.

I biglietti vanno ritirati, fino ad esaurimento posti, a partire dal 13 gennaio presso l’Infopoint dell’Auditorium Parco della Musica.